Che esistano o meno diritti d’autore è decisivo, e il principio è lo stesso per tutte le categorie di opere:
- L’autrice può rivendicare la menzione del proprio nome; gli artisti e le artiste interpreti dispongono di propri diritti strettamente legati alla personalità.
- I titolari dei diritti possono vietare a terzi determinate utilizzazioni dell’opera; sono i diritti esclusivi.
- I titolari dei diritti possono concedere licenze e chiedere compensi; sono i diritti patrimoniali.
- Le società di gestione collettiva riscuotono royalties per determinate utilizzazioni e le distribuiscono ai titolari dei diritti d’autore e dei diritti di protezione affini.
Per l’autorialità la legge prevede una presunzione a favore della persona indicata per nome. Editori e produttori possono far valere diritti propri o derivati e rendere riconoscibile questa pretesa mediante il simbolo © e altre indicazioni.
Più output viene generato da macchine e maggiore è la quota delle macchine nelle creazioni umane, più diventa utile che tali informazioni possano essere non solo dichiarate, ma anche provate.
Attualmente stanno nascendo molte forme di marcatura dell’IA, prove di provenienza, marche temporali, verifiche dell’identità, programmi di detection e altri strumenti che aiutano a distinguere le opere umane dalle produzioni delle macchine. Non sostituiscono il diritto d’autore e la loro esistenza non dovrebbe essere utilizzata contro i titolari di diritti d’autore e di diritti di protezione affini. I mezzi di prova tecnici non sono inoltre necessari o sensati in ogni caso. Per documenti e file importanti può però essere utile rendere riconoscibile lo status di protezione.
Nel 2025 l’Authors Guild negli Stati Uniti ha lanciato il label «Human Authored»; nel 2026 la Society of Authors nel Regno Unito ha seguito con lo stesso contrassegno. Scrittori e scrittrici possono così dichiarare che un’opera è stata scritta essenzialmente da esseri umani.
Dal 2 agosto 2026 si applicano inoltre gli obblighi di trasparenza dell’AI Act dell’UE: i fornitori di IA generativa devono marcare i contenuti sintetici in forma leggibile dalla macchina; i deepfake e determinati testi generati con IA su questioni di interesse pubblico devono essere segnalati visibilmente se mancano controllo umano e responsabilità editoriale.
Anche ProLitteris si inserisce in questa piccola tradizione, ma facciamo due passi in più. Con l’esperienza tecnologica dell’impresa IT Swiss Trust Layer in settori in cui fiducia e forza probatoria sono particolarmente importanti, progettiamo in Svizzera un’infrastruttura che rafforza la trasparenza nella produzione di contenuti creativi e i diritti ad essi collegati. Invitiamo attualmente altre società di gestione collettiva e imprese a utilizzare il servizio e a diventare partner. È previsto che la nuova infrastruttura probatoria ci permetta di soddisfare ulteriori requisiti relativi ai beni digitali e di sostenere anche operazioni giuridiche con utenti dell’IA.
MyCopyright si collega alle icone volontarie pubblicate dalla Commissione europea. Aggiungiamo l’autodichiarazione sull’impiego dell’IA (sì, no, parzialmente) all’impronta digitale del file. E distinguiamo quattro livelli di impiego dell’IA: AI GENERATED, AI MODIFIED, AI ASSISTED e AI FREE. Si aggiungono HUMAN AUTHORED e HUMAN APPROVED – questi due label presuppongono l’identificazione qualificata di almeno una persona fisica, per l’autorialità e per la responsabilità, due ruoli che in definitiva devono essere assunti da esseri umani.
I label di MyCopyright sono definiti come segue.
AI GENERATED
Contenuto determinato dall’IA.
Il contenuto è stato generato interamente, prevalentemente o nei suoi elementi determinanti dall’IA.
L’IA genera, sulla base di un prompt o di una chat, un articolo completo, un’illustrazione, una registrazione musicale o vocale oppure un videoclip. Rientra in questa categoria anche un contenuto prevalentemente generato dall’IA con singole correzioni umane.
AI MODIFIED
Contenuto esistente modificato con IA.
Il contenuto si basa su un contenuto esistente ed è stato modificato con IA in almeno un elemento determinante.
L’IA modifica o integra in un contenuto esistente almeno un elemento determinante: per esempio l’affermazione di un testo, una persona in una fotografia, le parole pronunciate in una registrazione audio o la sequenza rappresentata in un video.
AI ASSISTED
Contenuto determinato dall’essere umano con contributo dell’IA.
Il contenuto è stato generato prevalentemente da esseri umani, ma almeno un elemento determinante è stato generato o modificato con IA.
Gli esseri umani creano il contenuto, ma l’IA contribuisce con almeno un elemento determinante: per esempio il titolo di un articolo, lo sfondo di un’immagine, una voce aggiuntiva in una registrazione o una sequenza video generata.
AI FREE = HUMAN AUTHORED
Contenuto umano senza contributo dell’IA. Le definizioni di AI FREE e HUMAN AUTHORED coincidono, ma le condizioni di utilizzo differiscono.
Il contenuto è stato generato interamente da esseri umani. Un uso minimo dell’IA a fini tecnici, preparatori o di controllo, senza effetti su un elemento determinante, non viene preso in considerazione.
Esempi sono un testo sottoposto a controllo ortografico automatico, una foto con semplice correzione della luce, una registrazione musicale o vocale con riduzione del rumore oppure un video da smartphone lasciato invariato.
HUMAN APPROVED
Contenuto verificato e assunto sotto la responsabilità di esseri umani.
Il contenuto completo è stato verificato e approvato da almeno una persona identificata. Questa persona e/o un’organizzazione indicata se ne assume la responsabilità.
Una persona identificata verifica e finalizza un contenuto completo prima della pubblicazione: per esempio un manoscritto, una lettera ai clienti, un comunicato stampa, un post sui social media, una grafica pubblicitaria o un video informativo.
Regole di utilizzo e combinazione
ProLitteris e Swiss Trust Layer offrono i label HUMAN AUTHORED e HUMAN APPROVED solo a persone che si sono identificate in modo qualificato. L’identificazione avviene in un processo KYC tecnico utilizzando il passaporto e le caratteristiche tecniche in esso contenute. La soluzione impiegata proviene da Swisscom Trust Services, come i servizi fiduciari per sigillare documenti mediante fingerprint e marca temporale qualificata.
Per ogni contenuto vale esattamente uno dei label AI FREE, AI ASSISTED, AI MODIFIED o AI GENERATED. HUMAN AUTHORED è combinabile solo con AI FREE; HUMAN APPROVED può essere combinato con ciascuno di questi label.
In caso di sovrapposizioni vale l’ordine AI GENERATED, AI MODIFIED, AI ASSISTED, AI FREE. In caso di dubbio va scelto il label che rende trasparente l’impiego più intenso dell’IA.
Un label si riferisce sempre a una determinata versione del contenuto. Una nuova elaborazione può portare a un altro label; una riclassificazione successiva viene documentata con data e nota di correzione.
Per i contenuti compositi, un label vale per il contenuto nel suo insieme. Gli elementi determinanti con una modalità di creazione differente sono inoltre indicati separatamente nella dichiarazione.
Accanto ai label, con MyCopyright ProLitteris affronta un secondo cantiere: le dichiarazioni di opt-out dei titolari dei diritti nei confronti dei modelli di IA. La direttiva UE sul diritto d’autore permette ai titolari dei diritti di escludere determinate utilizzazioni di text and data mining mediante una riserva di diritti leggibile dalla macchina. Nella pratica il sistema è lacunoso: efficacia e attuazione dipendono dagli standard tecnici, dalla reperibilità della riserva e dal rispetto da parte dei fornitori. La nostra soluzione parte nuovamente dalla prova: impronte digitali, watermark e metadati vengono depositati in modo tracciabile e gestiti indipendentemente da ProLitteris. Servizi fiduciari qualificati garantiscono il momento e l’integrità della dichiarazione.
MyCopyright non è l’unica iniziativa che affronta con mezzi tecnici diversi problemi dell’intelligenza artificiale nel diritto d’autore. Osserviamo le idee e gli sviluppi di altri e siamo pronti a esaminare queste soluzioni e, se adatte, a collegarle alla nostra piattaforma. Il nome «MyCopyright» sarà prima o poi affiancato da «Swiss Copyright Office». Importante: non anticipiamo alcuna soluzione legislativa e continuiamo a sostenere un rafforzamento dei diritti d’autore, se del caso con licenze collettive per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Speriamo che in questo modo torni presto a essere chiarissimo se un bel poster o una musica toccante siano nati dalla creatività umana e/o dall’abilità di una macchina – e, ancora più importante, se contengano diritti e beni patrimoniali di esseri umani. La fiducia è un bene prezioso, anche per contenuti creativi con componenti umane e componenti generate da macchine.